Cappella di S.MauroCapizzo(fraz. di Magliano)Magliano VetereMagliano NuovoPreta PerciataPonte MedievaleCappella di S.LuciaPonte "Preta Tetta"CascataChiana re' VaddiGrande GolaPuzzo re' RafaieliPostiglioneGrotta "Schiattalettre"Grotta "Furchiuni"Rupe RossaCastagnetoRupe "ra' Noce"Grotta ScuraGrotta "ri' Cataratti"Grotta re' Mortai

Il Trekking qui proposto si snoda interamente nel territorio comunale di Magliano Vetere che è incluso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di  Diano, il secondo Parco italiano per estensione ed uno dei complessi biogeografici più importanti dell’Italia meridionale.

Nel mese di giugno del 1997 il Comitato Consultivo sulle Riserve della Biosfera del programma MaB (Man and Biosphere) dell’UNESCO ha inserito all’unanimità nella rete prestigiosa delle Riserve della Biosfera il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Inoltre, per la sua alta valenza culturale e ambientale il Parco è stato dichiarato, sempre dall’UNESCO, nel dicembre del 1998, Patrimonio dell’Umanità, “paesaggio culturale” e “paesaggio vivente, crocevia millenario di popoli e civiltà.” Unico caso nel Mediterraneo.

La dorsale Rupe della Noce, Rupe Rossa e monte Ceglie, lungo la quale è tracciato il percorso P2 del Trekking e le Gole del fiume Calore, nelle quali insiste il percorso P1, costituiscono degli ambienti naturali e paesaggistici tra i più belli e interessanti dell’intero Parco.

Non compresa nel Trekking, ma ugualmente meritevole di citazione, è la vallata del fiume Alento, posta a sud e a confine del comune di Magliano Vetere che, come pure le Gole del fiume Calore, è stata proposta come SIC (Sito di Importanza Comunitario), individuati dalla Regione Campania in base alla Direttiva CEE 92/43 “Habitat” e 79/409 “Uccelli” del Progetto Natura 2000, rispettivamente, come sito n° 101 e 91.

Magliano Vetere

L’etimo Magliano è da collegare certamente ad un nome gentilizio romano Manlius o Mallius, divenuto poi Mallianum ed infine Magliano. Il Vetere che segue fa pensare ad un’origine molto antica dell’insediamento. Infatti, l’abitato, come quasi tutti i centri del Cilento interno, ha radici storiche che vanno nel periodo compreso tra il Paleolitico e l’età dei metalli. Magliano Vetere è compreso nel Cilento, area che ha costituito il punto d’incontro tra culture e civiltà diverse: i Lucani da un lato e i Greci dall’altro. Alcuni utensili ed altri reperti rinvenuti nelle eccezionali tombe dipinte, esposte nel museo di Paestum e ritrovate presso il Gaudo locale, avvalorano la tesi secondo la quale i centri collinari cilentani devono la loro origine ad iniziali esigenze di transumanza delle greggi dalla piana di Paestum ai pascoli montani. L’ubicazione degli abitati s’iscrive, infatti, lungo il crinale dei rilievi montuosi, da nord a sud, da occidente a oriente, luoghi che diventano anche sedi di mercati e di scambi culturali e religiosi. A Magliano Nuovo la “Preta perciata” (pietra forata) fu fino al XVII secolo un luogo dove si pagava il pedaggio per chi voleva proseguire per la valle del Calore. Con la conquista del territorio da parte dei romani vennero potenziate le reti viarie del fondovalle, cosa che relegò il Cilento collinare, con i suoi tratturi, ad un’importanza secondaria. Solo nel Medioevo si ripristinarono le organizzazioni pre-romane e vennero recuperati i castelli e le fortificazioni, con i monaci basiliani, poi, l’area si riappropriò dell’antica funzione di trait-d’union tra culture diverse.

Di rilievo è la cappella rupestre di S. Lucia che testimonia il legame con i culti religiosi primordiali.

L’isolamento, dovuto all’estromissione dalle direttrici viarie di collegamento veloci, ha permesso la conservazione delle peculiari caratteristiche ambientali nella genuinità originaria. Il Comune fa parte, infatti, del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, insignito, tra l’altro, anche del riconoscimento MAB (Man And Biosphere) e inserito nelle riserve ambientali dell’UNESCO quale patrimonio mondiale dell’Umanità.

Il territorio è caratterizzato da montagne che biancheggiano tra il verde della macchia mediterranea, presente lungo i declivi. A valle scorre l’Alento, che nasce dal non lontano monte Le Corna. Altra risorsa del paese sono i castagneti ubicati nella località Piano verso la sommità della montagna che sovrasta l’abitato di Magliano Vetere. Sempre nella montagna Piano, passeggiando nei boschi di castagno si possono reperire molte varietà di funghi tra cui certamente ottimi porcini, finferli, ovuli…È tuttora presente la coltura delle viti introdotta dai Greci già nel periodo arcaico ed in seguito si diffuse anche la coltivazione dell’ulivo.

Il comune di Magliano Vetere dista circa 70 Km da Salerno ed è posto ad un’altezza di circa 680 m s. l. m.    (torna su)

Capizzo

Questo grazioso e minuscolo paese ci riporta nell’etimo a Capitium, cioè Capo Pizzo, che sembra riferirsi ad una posizione di controllo della valle. Probabilmente l’insediamento originario si trovava più in basso e fu ricostruito nell’attuale sede a causa delle distruzioni effettuate dal re Totila. Questa ipotesi sembra avvalorata dalle mura rinvenute intorno alla cappella dedicata a S. Maria e che includeva una vasta area. L’epoca cui risale la costruzione della Chiesa è riferita al 5-600, ma non vi sono dati documentali al riguardo.

Incastonata nella montagna rocciosa che sovrasta il paese è la cappella rupestre di S. Mauro, posta in una posizione di dominio dell’intera valle e alla sommità della vegetazione che ricopre il declivio montano. Qui troviamo tutti gli elementi legati ai culti religiosi primordiali (la roccia, l’acqua, la grotta, la vetta). Nella grotta posta sul retro vi è un pozzo cui vengono attribuiti poteri miracolosi e l’11 luglio, giorno in cui si svolge la festa patronale, i fedeli si recano alla cappella dove attingono l’acqua che bevono e che portano ai malati.    (torna su)

Magliano Nuovo

Questo suggestivo paese è arroccato sulla sommità di un rilievo a 729 m s.l.m., è in una posizione panoramica delle valli del Calore e dell’Alento. Denominato in passato Magliano la Terra fu sede di una Università (termine medievale che indica una forma associativa per il godimento promiscuo delle terre) autonoma fino all’epoca feudale dopo di che venne aggregato a Magliano Vetere, quale frazione e tale è ancora oggi. Secondo gli storici, nella seconda metà del 500 gli abitanti dell’antico Magliano, dopo la distruzione dello stesso ad opera di Totila, re dei Goti, si rifugiarono più a monte e lo ricostruirono nell’attuale sede, in posizione più strategica per la difesa. Da qui si ha una vista privilegiata su tutto il comprensorio del Calore, incorniciata dai paesi ivi ubicati, tutti nettamente individuabili nonché dalla maestosa presenza del monte Cervati. Il paesaggio incontaminato e di una bellezza “selvaggia” costituisce la peculiarità del territorio che trova però l’espressione più suggestiva nella riserva naturale “gole del Calore”, centro di un ecosistema biologicamente intatto, come ci garantisce la presenza della lontra che vive nelle acque del fiume Calore.

Merita certamente menzione la Chiesa Madre che risale al 1600 ed è dedicata all’Assunzione di Maria, molto venerata nei periodi di pestilenza e di carestia che funestarono duramente questi territori, rispettivamente nel 600 e nel 700.

Di rilievo storico è il convento agostiniano di Santa Maria del Soccorso, che fu sede dell’antico stato baronale. Probabilmente tale convento fu residenza di monaci basiliani e benedettini, poi, intorno al 1200 venne ampliato ed adibito all’uso monastico degli agostiniani.    (torna su)

[P1]: percorso trekking P1

[P2]: percorso trekking P2

LEGENDA

(1) Preta Perciata

Questa località ha assunto questo nome in quanto un tempo era un valico scavato nella roccia, da ciò il termine di “Preta Perciata” (Pietra forata), costituito da un corto tunnel, chiuso superiormente da un masso.  Successivamente, quando la strada è stata allargata, tale masso è crollato, ed i luoghi hanno acquistato l’aspetto attuale. Anticamente, tale valico era un luogo di pedaggio per chi voleva andare dalla valle dell’Alento a quella del Calore seguendo la via Cilentana.    (torna su)

(2) Ponte Medievale

Tra i più belli e meglio conservati di tutto il Cilento, questo ponte è ancora percorribile. Infatti, nonostante i suoi tanti secoli di vita, tuttora esso permette di attraversare il fiume Calore tra campi di papaveri e alberi di leccio.    (torna su)

(3) Cappella rupestre di S.Mauro

Incastonata nella montagna rocciosa che sovrasta il paese è la cappella rupestre di S. Mauro, posta in una posizione di dominio dell’intera valle e alla sommità della vegetazione che ricopre il declivio montano. Qui troviamo tutti gli elementi legati ai culti religiosi primordiali (la roccia, l’acqua, la grotta, la vetta). I suoi muri sembrano la naturale prosecuzione della roccia della montagna.Il santuario di S. Mauro a Capizzo è un grande edificio, al quale si accede tramite un portale gentilizio seicentesco. Interessanti alcuni affreschi del '400 rappresentanti episodi della vita di santi, figure di angeli, musici e cantori. L'altare è sormontato da una piccola nicchia nella quale è custodita - inasportabile - l'antica statua di S. Mauro. Si racconta che questa fu rinvenuta in un antro profondo alcuni metri che ancora si può vedere dietro l'altare, a fianco al pozzo di acqua sorgiva perenne cui vengono attribuiti poteri miracolosi e l’11 luglio, giorno in cui si svolge la festa patronale, i fedeli si recano alla cappella dove attingono l’acqua che bevono e che portano ai malati.    (torna su)

(4) Cappella rupestre di S.Lucia

Il santuario di Santa Lucia a Magliano Vetere è costituito da due angusti ambienti, contigui, ciascuno con un altare in fabbrica. Fu ingrandito nel 1945 come ricorda una piccola lapide. Sul muro di fondo della parte nuova, vi è un affresco della santa; la cappella antica si apre a circa metà del lato sinistro, ove resiste il vecchio altare, abbandonato, che copre l'imbocco dello stretto antro. Sulla destra, dietro questo altare, due archi ciechi accolgono due antichissimi affreschi. Una miriade di candele accese dai giovani e disposte nelle mille piccole cavità delle pareti della roccia, creano un ambiente molto suggestivo, quasi misterioso; la grotta termina in una grande cavità, molto profonda, oltre la quale nessuno è mai andato.    (torna su)

(5) Ponte naturale “Preta Tetta”

Si tratta di un enorme masso calcareo, che cadendo dalla montagna si è adagiato sul fiume, di traverso, creando un ponte naturale utilizzato per passare da una sponda all’altra. La forma del macigno, quella appunto di una mammella, ne spiega il nome.    (torna su)

(6) Cascata    (torna su)

(7) Chiana re’ Vaddi    (torna su)

(8) Grande Gola    (torna su)

(9) Puzzo re’ Rafaieli    (torna su)

(10) Postiglione    (torna su)

(11) Grotta “Schiattalettre”    (torna su)

(12) Grotta “Furchiuni”    (torna su)

(13) Rupe Rossa    (torna su)

(14) Castagneto

Il castagneto secolare da frutto denominato “Montagna Piano” si spinge fino ai comuni limitrofi di Rocca d’Aspide, Felitto e Monteforte Cilento. Fino alla fine degli anni ’80 gli abitanti di Magliano Vetere e dei comuni vicini che possedevano piante di castagno in questa montagna si servivano degli asini o dei muli per trasportare il frutto in paese, qui iniziava la prima fase della sua lunga e complessa lavorazione prima di giungere ai mercati ortofrutticoli o alle industrie di trasformazione. Ancora oggi la raccolta delle castagne è per gli abitanti del paese una importante fonte di reddito.  In questo bosco, in alcuni periodi dell’anno, caratteristici per ogni specie, si possono trovare numerosi tipi diversi di funghi per la gioia dei buongustai. In primavera, ampie distese di origano e di fiori mandano i loro effluvi nell’aria.    (torna su)

(15) Rupe “ra’ Noce”    (torna su)

(16) Grotta Scura    (torna su)

(17) Grotta “ri’ Cataratti”    (torna su)

(18) Grotta re’ Mortai

 In questa grotta e nelle due adiacenti si rifugiavano i briganti dopo aver compiuto le loro scorrerie nella valle sottostante. In particolare, in questa grotta, che da ciò prende il nome, essi scavarono nella roccia delle cavità a forma semisferica, i “mortai”, in cui lavoravano la polvere da sparo necessaria al loro equipaggiamento. Queste cavità esistono tuttora, perfettamente conservate.    (torna su)

Testo e immagini modificati da: “Trekking a Magliano Vetere”(Silcosoft)

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